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venerdì, 25 marzo 2005

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mercoledì, 23 marzo 2005
La primavera balla e s’incanta
Nella lenta attesa febbrile
Dei profumi e delle luci
Della sua feminità
Le printemps danse et s’enchante
Dans la lente attente fiévreuse
Des flagrances et des lumières
De sa féminité.

guillaume ha scritto alle ore 16:18 commenti
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Luci sulla pietra
Bianca o rossa, innervata
Dai fiumi del passato,
Pavimenti, palcoscenici,
Pienezza del letto
Biancherie, lenzuoli, veli
Zanzariere d’estate
Navi sonnachiose nel sole
Luci nell’aria slavata
Pagliuzze, polevere d’ori
Quando si respira l’Oriente
Suii sogni vellutati e setosi
Soffiti di nuvole
Sospiri solari
Accidenti d’uccelli
Ma il tempo ondeggia
Acque miscelate da sempre
In una matrice di fanghi
Appogiata sul mare
Acqua, eterna materia che conforta,
Fuggi ; minacci ebacci la citta
Poiche il silenzio, lui, si tocca
Nella temporalita fluida, senza più legame,
Si rinasce con l’amore di ogni marea
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venerdì, 18 marzo 2005







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giovedì, 17 marzo 2005

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mercoledì, 16 marzo 2005




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domenica, 13 marzo 2005
Le vicende qualunque di un veneziano di addozione...![]()
Da due giorni sono rafreddato, mi sento sempre assonato, poco bene, e questa mattina è stato parecchio difficile alzarmi per essere al lavoro alle 8! L'altro ieri sono andato dal parrucchiere su un colpo di testa, non mi capitava da due anni.... sono entrato in quello alla fine della Frezzeria, vicino a San Marco. Il salone si trovava al primo piano, bello il pavimento alla veneziana... Mi sono reso conto poi che era anche un "salon de beauté"! Quindi non vi dico l'atmosfera con tutte le signore a chiecchierare mentre si fanno fare la manucure, le fighette e i fighetti che si fanno fare non so cosa.. Io mi sono semplicemente fatto tagliare le doppie punte, sperando che cosi con la vicina primavera crescerano ancora di più! Dopo me li hanno stirati, e adesso ho i capelli tutti lisci che sembrano più lunghi di prima!
In somma un po' di relax in mezzo a tutto lo stress per l'acquisto di questa benedetta casa...
Il Bacino Orseolo, vicino alla Frezzeria, noto spazio riservato al cazzeggiamento dei gondolieri....
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mercoledì, 09 marzo 2005
Questa mattina ci fu un splendido sole sulla città, è spettacolare come porta con se, insieme al calore, un atmosfera di vacanza, di spensieratezza... la gente è più bella, meno chiusa, gli occhi brillano di più! viene volglia di vivere affidandosi al filo dell'acqua, del caso, dei giochi di colori, di luci. degli incontri....

Le Zattere divantano il sun deck della città-nave all'ancora. Da sempre sono un luogho privilegiato per la passegiata... (qui sotto nel 1915)


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mercoledì, 02 marzo 2005
C'è bisogno di presentare Georges Brassens ? E' il classico dei classici, il poeta popolare, il dandy anarchista e umanista degli anni 50-60 ! ho tradotto questa canzone molto osé... e luminosa.
DON JUAN
Gloria a chi frena, per paura di schiacciare
Il riccione perso, il rospo sviato
E gloria a don Giovanni, per aver un giorno sorriso
A quella dagli altri disprezzata
Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io
Gloria al poliziotto che fermava le macchine
Per laciare passare i gatti di Leautaud
E gloria a don Giovanni di aver preso appuntamento
Con la tralasciata, che l’amore rinnega
Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io
Gloria al primo che passava e che tace
Quando tutti gli altro sgridano lo scemo
E gloria a don Giovanni per i suoi discorsi galanti
A quella che nessuno corteggiava mai
Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io
E gloria a questo prete che salva il suo nemico
Durante il massacro della San-Bartolomeo
E gloria a don Giovanni che copro di baci
La ragazza che gli altri rifiutavano di abbraciare
Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io
E gloria a questo soldato che butto’ via il fucile
Invece di uccidere l’ostaggio alla sua balia
E gloria a don Giovanni per aver osato svestire
Quella di cui l’abito non veniva mai tolto
Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io
Gloria alla suore che, con un tempo freddino
Sgelo’ nella sua mano il pène del monco
E gloria a don Giovanni che fecce brillare una sera
Questo culo diseredato che non sa dove sedersi
Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io
Gloria a chi non avendo uno sacro-santo ideale
Si limita a non rompere le scattole ai suoi vicini
E gloria a don Giovanni che reso’ donna quella
Che, senza di lui, che orrore, sarebbe morta vergine
Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io

Gloire à qui freine à mort, de peur d'ecrabouiller
Le hérisson perdu, le crapaud fourvoyé
Et gloire à don Juan, d'avoir un jour souri
A celle à qui les autres n'attachaient aucun prix
Cette fille est trop vilaine, il me la faut
Gloire au flic qui barrait le passage aux autos
Pour laisser traverser les chats de Léautaud
Et gloire à don Juan d'avoir pris rendez-vous
Avec la délaissée, que l'amour désavoue
Cette fille est trop vilaine, il me la faut
Gloire au premier venu qui passe et qui se tait
Quand la canaille crie haro sur le baudet
Et gloire à don Juan pour ses galants discours
A celle à qui les autres faisaient jamais la cour
Cette fille est trop vilaine, il me la faut
Et gloire à ce curé sauvant son ennemi
Lors du massacre de
Et
La fille que les autres refusaient d'embrasser
Cette fille est trop vilaine, il me la faut
Et gloire à ce soldat qui jeta son fusil
Plutôt que d'achever l'otage à sa merci
Et gloire à don Juan d'avoir osé trousser
Celle dont le jupon restait toujours baissé
Cette fille est trop vilaine, il me la faut
Gloire à la bonne sœur qui, par temps pas très chaud
Dégela dans sa main le pénis du manchot
Et gloire à don Juan qui fit reluire un soir
Ce cul déshérité ne sachant que s'asseoir
Cette fille est trop vilaine, il me la faut
Gloire à qui n'ayant pas d'idéal sacro-saint
Se borne à ne pas trop emmerder ses voisins
Et gloire à don Juan qui rendit femme celle
Qui, sans lui, quelle horreur, serait morte pucelle
Cette fille est trop vilaine, il me la faut
guillaume ha scritto alle ore 16:37 commenti (4)
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martedì, 01 marzo 2005
Ecco la mia traduzione di una canzone di Frehel. Frehel è una cantante degli anni 20 - 30, tipica di questo movimento detto della"chanson réaliste". Le canzone che andavano di moda non erano solo canzonette d'amore e leggere ritornelle, ma erano le canzoni che trattavano della dura realta di questi tempi. Era la crisi economica dal 1929, (anche se questo testo è del 1926) e c'era tanta disoccupazione. In questo testo ci sono pero degli elementi che potrebbero essere dai tempi di oggi, magari non più per la Francia, ma per qualche paese povero da dove si emmigra. E poi già all'epoca esisteva la speculazione immobiliare, i scandali finanziari (alla differenza che oggi a volte non vanno neppure in carcere!)... e la nostalgia. In somma, spero che apprezzerete la grande FREHEL ..
Où est-il donc ?
Paroles: A. Decaye, Lucien Carol.
Musique: Vincent Scotto
1926
Ce ne sono che parlano dell’America
Hanno delle visioni da film
Dicono “che paese magnifico
Il nostro Parigi non è niente in confronto”
Queste chiacchiere rendono meno timido,
In somma si parte un giorno di magone…
Ancor’uno che, con la pancia vuota
A New York cercherà un dollaro
Tra i pezzenti e i marginali,
Gli emigranti dal cuore ferito;
Dirà, rimpiangendo Parigi
Dov’è il mio mulino della Place Blanche ?
Il mio tabacchino e il mio bistrot dell’angolo ?
Tutti i giorni per me era
Dove sono gli amici, i compagni ?
Dove sono tutti i miei vecchi balli musette ?
Le loro java con la fisarmonica
Dove sono i miei pasti senza pane ?
Con un cornetto di patatine a due soldi
Dove sono ?
Altri credendo di gadagnare di più
Fanno sogni d’oro ancora più belli
Perchè partire così lontano
Quando Parigi è pieno di imbecili ?
Si mette su un affare grosso,
Con i soldi del buon popolo,
Pero un giorno, crac… è un grande scandalo:
Il signore cucira questa sera al deposito [1]!
E domani verrà portato
Per dieci anni a Noumea [2]
Ancor’uno che dirà poi:
Dov’è il mio mulino della Place Blanche ?
Il mio tabacchino e il mio bistrot dell’angolo ?
Tutti i giorni per me era
Dove sono gli amici i compagni ?
Dove sono tutti i miei vecchi balli musette ?
Le loro java con la fisarmonica
Dove sono i miei pasti senza pane ?
Con un cornetto di patatine a due soldi
Dove sono ?
Pero sembra che Montmartre stia scomparendo
Perche già di stagione in stagione
Dalle Abesses fino alla Place du Tertre,
Distrugono le nostre vecchie case.
Sulle terre libere della collinetta
Presto nascerano delle grande banche,
Dove farete le vostre capriole,
Voi, i bambini di Poulbot [3]?
Rimpiangendo il tempo passato
Canteremo, pensando a Salis [4],
Montmartre il tuo De profundis
Dov’è il mio mulino della Place Blanche ?
Il mio tabacchino e il moi bistrot dell’angolo ?
Tutti i giorni per me era Domenica !
Dove sono gli amici i compagni ?
Dove sono tutti i miei vecchi balli musette ?
Le loro java con la fisarmonica
Dove sono i miei pasti senza pane ?
Con un cornetto di patatine a due soldi
Dove sono ?
[1]: il carcere presumo, dove faccevano cucire i detenuti…
[2]: i condamnati venivano spediti a Noumea, in Nuova Caledonia nel Pacifico
[3]: Francisque Poulbot (1879-1946) è un pittore che ha fatto molti ritratti di bambini di Parigi, immortalizzandoli al punto che si dice un “poulbot” per chiamarli.
[4]: Rodolphe Salis è il fondatore del famoso cabaret di Montmatre “Le Chat noir” dove si producevano i poeti e cantanti più creativi e eccentrici dell’epoca.
La grande Frehel
Il testo originale....
Y'en a qui vous parlent de l'Amérique
Ils ont des visions de cinéma
Ils vous disent " quel pays magnifique
Notre Paris n'est rien auprès d'ça "
Ces boniments-là rendent moins timide,
Bref, on y part, un jour de cafard...
Encore un de plus qui, le ventre vide
A New-York cherchera un dollar
Parmi les gueux et les proscrits,
Les émigrants aux cœurs meurtris;
Il dira, regrettant Paris
{Refrain:}
Où est-il mon moulin de
Mon tabac et mon bistrot du coin ?
Tous les jours pour moi c'était Dimanche !
Où sont-ils les amis les copains ?
Où sont-ils tous mes vieux bals musette ?
Leurs javas au son de l'accordéon
Où sont-ils tous mes repas sans galette ?
Avec un cornet de frites à deux ronds
Où sont-ils donc ?
D'autres croyant gagner davantage
Font des rêves d'or encore plus beaux
Pourquoi risquer un si long voyage
Puisque Paris est plein de gogos?
On monte une affaire colossale,
Avec l'argent du bon populo,
Mais un jour, crac... c'est le gros scandale :
Monsieur couera ce soir au dépôt !
Et demain on le conduira
Pour dix années à Nouméa.
Encore un de plus qui dira :
{Refrain}
Mais Montmartre semble disparaître
Car déjà de saison en saison
Des Abbesses à
On démolit nos vieilles maisons.
Sur les terrains vagues de la butte
De grandes banques naîtront bientôt,
Où ferez-vous alors vos culbutes,
Vous, les pauvres gosses à Poulbot ?
En regrettant le temps jadis
Nous chanterons, pensant à Salis,
Montmartre ton " De Profundis !
Il "poulbot": il tipico ragazzino di Montmartre 
e "Le Chat Noir", il cabaret di Salis:

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