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venerdì, 25 marzo 2005



Oggi a mezzogiorno il bacino era proprio cosi:



sul vaporetto c'era un atmosfera strana, anche i veneziani pensavano a voce alta  "che strana nebbia...". Tutti i rumori, i motori delle barche sopratutto, erano attenuati, e il sole brillava sopra di tutti, ma a 200 metri non si vedeva più nulla, I confini svanivano, per la durata di un traghetto si era in mezzo ad un fuori luogo indefinito.

guillaume ha scritto alle ore 18:06 commenti (4)


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mercoledì, 23 marzo 2005



 

La primavera balla e s’incanta

Nella lenta attesa febbrile

Dei profumi e delle luci

Della sua feminità

 

 

 

 

 

 

 

Le printemps danse et s’enchante

Dans la lente attente fiévreuse

Des flagrances et des lumières

De sa féminité.



guillaume ha scritto alle ore 16:18 commenti


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Luci sulla pietra

Bianca o rossa, innervata

Dai fiumi del passato,

Pavimenti, palcoscenici,

Pienezza del letto

Biancherie, lenzuoli, veli

Zanzariere d’estate

Navi sonnachiose nel sole

 

Luci nell’aria slavata

Pagliuzze, polevere d’ori

Quando si respira l’Oriente

Suii sogni vellutati e setosi

Soffiti di nuvole

Sospiri solari

Accidenti d’uccelli

Ma il tempo ondeggia

 

Acque miscelate da sempre

In una matrice di fanghi

Appogiata sul mare

Acqua, eterna materia che conforta,

Fuggi ; minacci ebacci la citta

Poiche il silenzio, lui, si tocca

Nella temporalita fluida, senza più legame,

Si rinasce con l’amore di ogni marea

guillaume ha scritto alle ore 15:58 commenti (2)


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venerdì, 18 marzo 2005



 Grande curiosita ed emozione in piazza san Marco per il tradizionale VOLO DELL'ANGELO, in apertura del carnevale...





L'angelo era colombiano


guillaume ha scritto alle ore 10:17 commenti (2)


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giovedì, 17 marzo 2005



 Dicono dell'arte fotografico di Edouard Boubat che è umanista. Guardate questa opera intitolata "Place des Vosges" (dove ha vissuto Victor Hugo tra l'altro).

guillaume ha scritto alle ore 21:59 commenti


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 Siccome c'è aria di primavera, si sfoghanno gli ucelli  e che mi fa sentire benissimo volevo salutare la staggione che mi ha visto nascere con qualche foto scelte di grandi artisti.



Willy Ronis



Edouard Boubat



Henri Cartier-Bresson



Doisneau



Ronis


Ronis



Ronis

guillaume ha scritto alle ore 15:58 commenti (1)


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mercoledì, 16 marzo 2005



 Qualche giorni fa... le froid est là, la neige est blanche...









Tout est méduse ou murène
Sur l'océan désolé
Tout est semblable aux arènes
Aux chrétiens écartelés
Au divin dissimulé
Entre les brulures du sel

G. Manset

guillaume ha scritto alle ore 10:49 commenti (1)


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Cosa succederebbe ad un cuore se venisse traforato da una parte all'altra con un ago? Muore sicuramente. Pero se l'ago è sotilissimo, se disturba appena i tessuti vitali, pero trafila nel corpo? Si muore? Non si muore? Si soffre? Solo un po'?

Quando penso a Cecilia ho la sensazione di quell'ago che potrei fare a meno di percepire, ma mi si stringe il cuore su qualcosa di duro e freddo. Va tutto benissimo per lei insieme a questo Rudi, non ci sono alcuni problemi per il fatto che abbia 38 anni e lei 16. Ma allora come mai con me ce ne furono cosi tanti, proprio perche ho 28 anni? come mai sua madre mi minacciava al telefono, dandomi del pedofile ? ? è perche lui è informatico e io impiegato? perche lui avrà una 4 ruote motrice enorme, ben inquinante e io solo una bici ?

é meglio togliere quell'ago, è fatto di dellusione e basta.

guillaume ha scritto alle ore 10:18 commenti (3)


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domenica, 13 marzo 2005



 Le vicende qualunque di un veneziano di addozione...

Da due giorni sono rafreddato, mi sento sempre assonato, poco bene, e questa mattina è stato parecchio difficile alzarmi per essere al lavoro alle 8! L'altro ieri sono andato dal parrucchiere su un colpo di testa, non mi capitava da due anni.... sono entrato in quello alla fine della Frezzeria, vicino a San Marco. Il salone si trovava al primo piano, bello il pavimento alla veneziana... Mi sono reso conto poi che era anche un "salon de beauté"! Quindi non vi dico l'atmosfera con tutte le signore a chiecchierare mentre si fanno fare la manucure, le fighette e i fighetti che si fanno fare non so cosa.. Io mi sono semplicemente fatto tagliare le doppie punte, sperando che cosi con la vicina primavera crescerano ancora di più! Dopo me li hanno stirati, e adesso ho i capelli tutti lisci che sembrano più lunghi di prima!

In somma un po' di relax in mezzo a tutto lo stress per l'acquisto di questa benedetta casa...




Il Bacino Orseolo, vicino alla Frezzeria, noto spazio riservato al cazzeggiamento dei gondolieri....

guillaume ha scritto alle ore 09:30 commenti (2)


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mercoledì, 09 marzo 2005



Questa mattina ci fu un splendido sole sulla città, è spettacolare come porta con se, insieme al calore, un atmosfera di vacanza, di spensieratezza... la gente è più bella, meno chiusa, gli occhi brillano di più! viene volglia di vivere affidandosi al filo dell'acqua, del caso, dei giochi di colori, di luci. degli incontri....

Le Zattere divantano il sun deck della città-nave all'ancora. Da sempre sono un luogho privilegiato per la passegiata... (qui sotto nel 1915)

guillaume ha scritto alle ore 16:26 commenti (5)


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mercoledì, 02 marzo 2005



 C'è bisogno di presentare Georges Brassens ? E' il classico dei classici, il poeta popolare, il dandy anarchista e umanista degli anni 50-60 ! ho tradotto questa canzone molto osé... e luminosa.

DON JUAN

Gloria a chi frena, per paura di schiacciare

Il riccione perso, il rospo sviato

E gloria a don Giovanni, per aver un giorno sorriso

A quella dagli altri disprezzata

Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io

 

Gloria al poliziotto che fermava le macchine

Per laciare passare i gatti di Leautaud

E gloria a don Giovanni di aver preso appuntamento

Con la tralasciata, che l’amore rinnega

Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io

 

Gloria al primo che passava e che tace

Quando tutti gli altro sgridano lo scemo

E gloria a don Giovanni per i suoi discorsi galanti

A quella che nessuno corteggiava mai

Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io

 

E gloria a questo prete che salva il suo nemico

Durante il massacro della San-Bartolomeo

E gloria a don Giovanni che copro di baci

La ragazza che gli altri rifiutavano di abbraciare

Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io

 

E gloria a questo soldato che butto’ via il fucile

Invece di uccidere l’ostaggio alla sua balia

E gloria a don Giovanni per aver osato svestire

Quella di cui l’abito non veniva mai tolto

Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io

 

Gloria alla suore che, con un tempo freddino

Sgelo’ nella sua mano il pène del monco

E gloria a don Giovanni che fecce brillare una sera

Questo culo diseredato che non sa dove sedersi

Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io

 

Gloria a chi non avendo uno sacro-santo ideale

Si limita a non rompere le scattole ai suoi vicini

E gloria a don Giovanni che reso’ donna quella

Che, senza di lui, che orrore, sarebbe morta vergine

Questa ragazza è troppo brutta, la voglio io

Gloire à qui freine à mort, de peur d'ecrabouiller
Le hérisson perdu, le crapaud fourvoyé
Et gloire à don Juan, d'avoir un jour souri
A celle à qui les autres n'attachaient aucun prix
Cette fille est trop vilaine, il me la faut

Gloire au flic qui barrait le passage aux autos
Pour laisser traverser les chats de Léautaud
Et gloire à don Juan d'avoir pris rendez-vous
Avec la délaissée, que l'amour désavoue
Cette fille est trop vilaine, il me la faut

Gloire au premier venu qui passe et qui se tait
Quand la canaille crie haro sur le baudet
Et gloire à don Juan pour ses galants discours
A celle à qui les autres faisaient jamais la cour
Cette fille est trop vilaine, il me la faut

Et gloire à ce curé sauvant son ennemi
Lors du massacre de la Saint-Barthélémy
Et
gloire à don Juan qui couvrit de baisers
La fille que les autres refusaient d'embrasser
Cette fille est trop vilaine, il me la faut

Et gloire à ce soldat qui jeta son fusil
Plutôt que d'achever l'otage à sa merci
Et gloire à don Juan d'avoir osé trousser
Celle dont le jupon restait toujours baissé
Cette fille est trop vilaine, il me la faut

Gloire à la bonne sœur qui, par temps pas très chaud
Dégela dans sa main le pénis du manchot
Et gloire à don Juan qui fit reluire un soir
Ce cul déshérité ne sachant que s'asseoir
Cette fille est trop vilaine, il me la faut

Gloire à qui n'ayant pas d'idéal sacro-saint
Se borne à ne pas trop emmerder ses voisins
Et gloire à don Juan qui rendit femme celle
Qui, sans lui, quelle horreur, serait morte pucelle
Cette fille est trop vilaine, il me la faut

guillaume ha scritto alle ore 16:37 commenti (4)


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martedì, 01 marzo 2005



 Ecco la mia traduzione di una canzone di Frehel. Frehel è una cantante degli anni 20 - 30, tipica di questo movimento detto della"chanson réaliste". Le canzone che andavano di moda non erano solo canzonette d'amore e leggere ritornelle, ma erano le canzoni che trattavano della dura realta di questi tempi. Era la crisi economica dal 1929, (anche se questo testo è del 1926)  e c'era tanta disoccupazione. In questo testo ci sono pero degli elementi che potrebbero essere dai tempi di oggi, magari non più per la Francia, ma per qualche paese povero da dove si emmigra. E poi già all'epoca esisteva la speculazione immobiliare, i scandali finanziari (alla differenza che oggi a volte non vanno neppure in carcere!)... e la nostalgia. In somma, spero che apprezzerete la grande FREHEL ..

 Où est-il donc ? 

Paroles: A. Decaye, Lucien Carol.

Musique: Vincent Scotto

 1926 

Ce ne sono che parlano dell’America

Hanno delle visioni da film

Dicono “che paese magnifico

Il nostro Parigi non è niente in confronto”

Queste chiacchiere rendono meno timido,

In somma si parte un giorno di magone…

Ancor’uno che, con la pancia vuota

A New York cercherà un dollaro

Tra i pezzenti e i marginali,

Gli emigranti dal cuore ferito;

Dirà, rimpiangendo Parigi

 

 

Dov’è il mio mulino della Place Blanche ?

Il mio tabacchino e il mio bistrot dell’angolo ?

Tutti i giorni per me era la Domenica !

Dove sono gli amici, i compagni ?

Dove sono tutti i miei vecchi balli musette ?

Le loro java con la fisarmonica

Dove sono i miei pasti senza pane ?

Con un cornetto di patatine a due soldi

Dove sono ?

 

 

Altri credendo di gadagnare di più

Fanno sogni d’oro ancora più belli

Perchè partire così lontano

Quando Parigi è pieno di imbecili ?

Si mette su un affare grosso,

Con i soldi del buon popolo,

Pero un giorno, crac… è un grande scandalo:

Il signore cucira questa sera al deposito [1]!

E domani verrà portato

Per dieci anni a Noumea [2]

Ancor’uno che dirà poi:

 

 

Dov’è il mio mulino della Place Blanche ?

Il mio tabacchino e il mio bistrot dell’angolo ?

Tutti i giorni per me era la Domenica !

Dove sono gli amici i compagni ?

Dove sono tutti i miei vecchi balli musette ?

Le loro java con la fisarmonica

Dove sono i miei pasti senza pane ?

Con un cornetto di patatine a due soldi

Dove sono ?

 

 

 

 

Pero sembra che Montmartre stia scomparendo

Perche già di stagione in stagione

Dalle Abesses fino alla Place du Tertre,

Distrugono le nostre vecchie case.

Sulle terre libere della collinetta

Presto nascerano delle grande banche,

Dove farete le vostre capriole,

Voi, i bambini di Poulbot  [3]?

Rimpiangendo il tempo passato

Canteremo, pensando a Salis [4],

Montmartre il tuo De profundis

 

 

Dov’è il mio mulino della Place Blanche ?

Il mio tabacchino e il moi bistrot dell’angolo ?

Tutti i giorni per me era Domenica !

Dove sono gli amici i compagni ?

Dove sono tutti i miei vecchi balli musette ?

Le loro java con la fisarmonica

Dove sono i miei pasti senza pane ?

Con un cornetto di patatine a due soldi

Dove sono ?

 

 

[1]: il carcere presumo, dove faccevano cucire i detenuti…

[2]: i condamnati venivano spediti a Noumea, in Nuova Caledonia nel Pacifico

[3]: Francisque Poulbot (1879-1946) è un pittore che ha fatto molti ritratti di bambini di Parigi, immortalizzandoli al punto che si dice un “poulbot” per chiamarli.

[4]: Rodolphe Salis è il fondatore del famoso cabaret di Montmatre “Le Chat noir” dove si producevano i poeti e cantanti più creativi e eccentrici dell’epoca.

 La grande Frehel

Il testo originale....

Y'en a qui vous parlent de l'Amérique
Ils ont des visions de cinéma
Ils vous disent " quel pays magnifique
Notre Paris n'est rien auprès d'ça "
Ces boniments-là rendent moins timide,
Bref, on y part, un jour de cafard...
Encore un de plus qui, le ventre vide
A New-York cherchera un dollar
Parmi les gueux et les proscrits,
Les émigrants aux cœurs meurtris;
Il dira, regrettant Paris

{Refrain:}
Où est-il mon moulin de la Place Blanche ?
Mon tabac et mon bistrot du coin ?
Tous les jours pour moi c'était Dimanche !
Où sont-ils les amis les copains ?
Où sont-ils tous mes vieux bals musette ?
Leurs javas au son de l'accordéon
Où sont-ils tous mes repas sans galette ?
Avec un cornet de frites à deux ronds
Où sont-ils donc ?

D'autres croyant gagner davantage
Font des rêves d'or encore plus beaux
Pourquoi risquer un si long voyage
Puisque Paris est plein de gogos?
On monte une affaire colossale,
Avec l'argent du bon populo,
Mais un jour, crac... c'est le gros scandale :
Monsieur couera ce soir au dépôt !
Et demain on le conduira
Pour dix années à Nouméa.
Encore un de plus qui dira :

{Refrain}

Mais Montmartre semble disparaître
Car déjà de saison en saison
Des Abbesses à la Place du Tertre,
On démolit nos vieilles maisons.
Sur les terrains vagues de la butte
De grandes banques naîtront bientôt,
Où ferez-vous alors vos culbutes,
Vous, les pauvres gosses à Poulbot ?
En regrettant le temps jadis
Nous chanterons, pensant à Salis,
Montmartre ton " De Profundis !

Il "poulbot": il tipico ragazzino di Montmartre  

e "Le Chat Noir", il cabaret di Salis:

guillaume ha scritto alle ore 16:51 commenti (2)


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