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giovedì, 30 novembre 2006



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guillaume ha scritto alle ore 00:28 commenti (4)
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martedì, 28 novembre 2006
Serge Gainsbourg con Anna Karina... ma quanto sono dolci !
Non dire niente, soprattutto non dire niente, segui mi
Non dire niente, non avere paura, non temere niente di me
Segui mi fino in fondo della notte
Fino in fondo della mia pazzia
Lascia il tempo, dimentica domani
Dimentica tutto non pensi a nulla
Ne dis rien, surtout pas, ne dis rien suis-moi
Ne dis rien, n'ai pas peur, ne crains rien de moi
Suis moi jusqu'au bout de
Jusqu'au
Laisse le temps, oublie demain
Oublie tout ne pense plus à rien
Ne dis rien, surtout pas, ne dis rien suis-moi
Ne dis rien, n'ai pas peur, ne crains rien de moi
Suis-moi jusqu'au bout de
Jusqu'au
Laisse le temps, oublie demain
Oublie tout ne pense plus à rien
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domenica, 26 novembre 2006
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sabato, 25 novembre 2006

guillaume ha scritto alle ore 18:34 commenti (6)
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venerdì, 24 novembre 2006


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martedì, 21 novembre 2006
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lunedì, 20 novembre 2006
Une piccola riflessione sull’acculturazione...
Fino agli anni 30 e la sua follia nazionalista il Giappone aveva una cultura molto singolare poiche durante tutta la sua storia il paese era stato vietato agli stranieri, mentre veniva impedito ai giapponesi stessi di andare all'estero. E’ solo verso la fine dell'ottocento ci fu una timida apertura verso il resto del mondo, per l’inizio di una emigrazione economica, e grazie al colonialismo bellico del regime di allora. Questo lungo isolamento in tutti i sensi del termine ha prodotto una cultura molto pura, un pò spogliata e tutto sommato fragile davanti alle influenze. Di fatti dopo la vittoria degli USA essa venne spazzata via e ci fu una occidentalizzazione veloce che lascio un grande problema di identicità culturale ( si pensi ai film di Ozu). Solo con gli anni 80 e il trionfo durevole dell'economia dell'arcipelago ci fu un risveglio culturale specifico (Manga e cartoni animati), ma per quanto riguarda la musica, è stata ed è rimasta per lo più briosamente ispirata da stili stranieri (jazz, pop, heavy metal, salsa ecc). Il brano qui sotto è un esempio di vera musica giapponese, dalla quale purtroppo rimane molto poco oggi.
guillaume ha scritto alle ore 16:42 commenti (3)
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giovedì, 16 novembre 2006
Gad Elmaleh - J'ai la haine - 2000
guillaume ha scritto alle ore 18:44 commenti (4)
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mercoledì, 15 novembre 2006

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martedì, 14 novembre 2006
Alla fine dei miei 20 anni, la strada è vuota
E mi annoio
Ho perso i miei amori e la mia gioventù
E i miei amici
La mia finestra si apre su un cielo del tutto grigio
Non ho nient’altro da fare che aspettare la notte…

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sabato, 11 novembre 2006
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venerdì, 10 novembre 2006
Mi sto innamorendo sempre di più di Nino Ferrer, che devo fa' dottor ?
VIVENT LES MOULES
(traduzione mia)
I gridi degli uccelli pietrificati, a base di cristalli liquidi
Su una lastra di cemento vibrato mi fanno perdere l’equilibrio.
E vado avanti come un sonnambulo in mezzo ai verdi tentacoli
E ai stridi delle tarantole che pullulano tra le mie dita del piede
Questo pianeta inospitale con il suo futuro rovinato
E il mio vascello spaziale che si è rotto e non posso tornare a piedi
E navigo tra la folla che mi porta via come il mareggio
E vorrei essere una cozza ben attaccata alla sua roccia
Viva le cozze
Viva le galline
Viva le cozze
Viva le galline
La solitudine genera l’immaginazione, il sogno, la riflessione, la rivolta, la masturbazione, tutte qualità o difetti inaccettabili nella società verso la quale stiamo andando. In ogni modo saremo troppo numerosi e non ci sara abbastanza spazio per i solitari. Un solitario ha bisogno di un deserto attorno a lui, noi siamo destinati a vivere dentro alveari, dentro allevamenti a conigli dove tutto sarà comunitario e sociale.
E’ ovvio che ogni mutante
Verrà escluso
Verrà escluso
Verrà escluso
Verrà escluso….

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lunedì, 06 novembre 2006
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giovedì, 02 novembre 2006
Qualche punti di vista sull'acqua alta a Venezia, gioia dei turisti, fastidio "bon enfant" dai veneziani (finche non entra a casa). Anche se sappiamo che spostarsi sarà ancora più lento del solito, che ci sara magari la sirena (quella dei bombardamenti della seconda guerra mondiale) che ci sveglia alle 5 di mattina, che i vaporetti non ci sarano piu perche non passano sotto i ponti, che bisognerà camminare con i stivali in mezzo a sacchi della spazzatura che galleggiano tra le colonne di marmo e le pantegane che nuotano con grazia, ebbene, anche con la coscienza di tutti questi disagi viene il piccolo brivido di gioia di quando da bambino ci si svegliava la mattina per scoprire che le solite strade e case griggie erano tutte imbiancate dalla neve...







guillaume ha scritto alle ore 21:04 commenti (10)
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