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lunedì, 26 febbraio 2007






Questa canzone è del 1969, secondo voi, messi da parte i dettagli d'epoca, è molto invecchiata?


SONO FELICE

Jacques Debronckart


Ho la tv, i due canali e il colore

Ho la mia macchina con la radio dentro

La mia casa che prende ogni giorno del valore

E la speranza di passare al livello superiore

Sono FELICE

 

Una donna e due figli che non obbediscono molto

A Chatou una seconda casa per le ferie

Il barbecue d’estate, il fuoco a legna d’inverno

E durante agosto mi faccio abbronzare al mare

Sono FELICE

 

So scegliere il mio deodorante corporale

La mia crema, il mio tonic dal profumo personalizzato

Comprendo meglio mia moglie, mi avvicino di lei

So ballare il jerk, ho delle mutande Rasurel

Sono FELICE

 

Mia moglie esce ognitanto senza di me, è il suo diritto

Ha le sue conoscenze, questo non mi riguarda

Vedo ogni martedì una ragazza di nome Olga

Ha la bocca grande e questo conta per me

Sono FELICE

 

Sono un uomo di sinistra, ma la sinistra è invecchiata

Bisogna evolvere, è la legge della vita

Non dico cosi perche sono ricco

D’altronde tutto quello che ho è in mutuo con le banche

Sono FELICE

 

Se ho paura del cancro non ho paura dei cinesi

Ho del cuore, ho dato dieci franchi per il Biafra

Ho bisogno di erotismo, mi piace Barbarella

E De Funes, e Dracula, quando li vedo

Sono FELICE

 

Sogno ogni notte, e dei sogni barbari

Sono sempre pirata, cosacco o tartaro

Sgozzatore o stupratore, incendiario o saccheggiatore

Poi quando mi sveglio la mattina è strano

Sono FELICE

 

Non perdo i miei cappelli, non perdo i miei riflessi

Non sono razzista, non ho complessi

Sto bene nella mia età, sto bene nel mio sesso

Non c’è alcuna ragione di essere angosciato ne perplesso

Sono FELICE

 

Ho la TV, i due canali e il colore

Ho la mia macchina con la radio dentro

La mia casa che prende del valore ogni giorno

E la speranza di passare al livello superiore

SONO FELICE, SONO FELICE, SONO FELICE

 

 

 

J'SUIS HEUREUX


J'ai la télé, les deux chaînes et la couleur
J'ai
ma voiture et la radio à l'intérieur
Mon log'ment qui prend tous les jours de la valeur
Et
l'espoir de gravir l'échelon supérieur
J'suis HEUREUX.

Une femme et deux fils qui n'obéissent guère
A Chatou une résidence secondaire
Le barbecue l'été, le feu de bois l'hiver
Et pendant le mois d'août je me dore à la mer
J'suis HEUREUX.

Je sais choisir mon déodorant corporel
Ma crème, mon tonic au parfum personnel
Je comprends mieux ma femme, je me rapproche d'elle
Je sais danser le jerk, j'ai un slip Rasurel
J'suis HEUREUX.

Ma femme sort sans moi quelquefois c'est son droit
Elle a ses connaissances, ça ne me regarde pas
Je vois tous les mardis une fille du nom d'Olga
Elle a une bouche grande et ça compte pour moi
J'suis HEUREUX.

Je suis un homme de gauche mais la gauche a vieilli
Il faut évoluer c'est la loi de la vie
Je
ne dis pas cela parce que je suis nanti
D'ailleurs tout ce que j'ai, je l'ai eu à crédit
J'suis HEUREUX.

Si j'ai peur du cancer, j'ai pas peur des Chinois
J'ai du cœur, j'ai donné dix francs pour le Biafra
J'ai besoin d'érotisme, j'aime Barbarella
Et De Funès et Dracula quand je les vois
J'suis HEUREUX.

Je rêve chaque nuit et des rêves barbares
Je suis toujours pirate, cosaque ou tartare
Egorgeur ou violeur, incendiaire ou pillard.
Puis quand je me réveille au matin c'est bizarre
J'suis HEUREUX.

Je n'perds pas mes cheveux, je n'perds pas mes réflexes
Je ne suis pas raciste, je n'ai pas de complexes
Je suis bien dans mon âge, je suis bien dans mon sexe
Aucune raison d'être angoissé ni perplexe
J'suis HEUREUX.

J'ai la télé, les deux chaînes et la couleur
J'ai
ma voiture et la radio à l'intérieur
Mon log'ment qui prend tous les jours de la valeur
Et
l'espoir de gravir l'échelon supérieur

J'SUIS HEUREUX ... J'SUIS HEUREUX ... J'SUIS HEUREUX.

guillaume ha scritto alle ore 19:01 commenti (5)


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domenica, 25 febbraio 2007





C I E L O

Il cielo solamente

Sollecita la solitudine

In sinfonie inestinguibile

 

Il suo blu passaporto

Pallido profondo

Si beve come un mare di acqua dolce

 

Il suo piombo pesante

Pozzanghera di mercurio

Versa nel filo dei nervi

 

La sua porpora di spirito

Rinuncio del tramonto

Anima le soffia translucide

 

Il suo nero esotico

Ebano dei nostri sogni

Riaccende, dai nostri cuori

 

Le stelle morte

 


Alexandre cabanel

Ophelia (1883)

 

 

CIEL

 

 

Le ciel seulement

Sollicite la solitude

En Symphonie inextinguible

 

Son bleu passeport

Pâle profond

Se boit comme une mer d’eau douce

 

Son plomb lourd

Flaque de mercure

Se verse dans dans le fil des nerfs

 

Son pourpre d’esprit

Renoncement du crépuscule

Anime les souffles translucides

 

Son noir exotique

Ebène de nos rêves

Rallume de nos coeurs

 

Les étoiles mortes

guillaume ha scritto alle ore 20:39 commenti (3)


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sabato, 24 febbraio 2007



N I E N T E

I suoi occhi non mi vedono, il suo corpo sarebbe geloso”

Jules Laforgue

 

Il cuore in pianti

Dappertutto, sotto sopra

La mia vita

Che smacco!

Di cosa?

Da dove?

Come?

Risparmiando il vostro sangue

Chiedete alla vostra mamma

 

 

 

Odilon Redon

Ophelia


 


 


 

 

RIEN

"Ses yeux ne me voient pas, son corps serait jaloux"

 

Jules Laforgue

 

 

Le coeur en pleurs

Partout sans dessus

Dessous.

Ma vie

Quelle avanie!

De quoi?

D'où?

Comment?

En épargnant votre sang

Demandez à votre maman.

guillaume ha scritto alle ore 18:39 commenti (2)


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domenica, 18 febbraio 2007



Periodo di carnevale.... è un periodo molto divvertente per Venezia, che offre concerti ogni sera un po ovvunque, quando la laguna piuttosto morta tutto il resto dell'anno. Ma che dura prova per la città! Ieri sabato ci sono stati circa 130 000 visitatatori Piu del doppio dei residenti in centro storico!
Ecco comunque un po di foto per gli amatori...
















guillaume ha scritto alle ore 19:32 commenti (12)


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sabato, 17 febbraio 2007



Il Roman de Renart è una raccolta di racconti medioevali che mette in scena degli animali che si comportano come esseri umani. Il suo eroe Renart (o Renard) ebbe una tale fama che il suo nome divenne il sostantivo per « volpe », prima la parola in vecchio francese era Goupil. Queste storie fanno la satira della società feudale dell’epoca. Renard è un personaggio molto  libero e indipendente per  l’epoca, viene spesso confrontato a Ysengrin, il lupo, lui invece intrigante e susside dei potenti.

Nella canzone di Henri Tachan che traduco qua, il mito di Renard viene attualizzato in modo tenero e ribelle.  



GOUPIL

di Henri Tachan

(traduzione mia)


Volpicino, fratello mio

Siamo nei stessi guai

Circondati che siamo da cani e cacciatori

Volpicino, cugino mio

Ti terrò la mano

La zampa fino all’ultima ora

Eravamo partiti in buona fede

Tu dalla tua tana, io da sotto il mio tetto

Calorosamente

Incontro ai pazzi e ai re

Davanti ai nostri simili,

Con tutto il nostro cuore!

 

La tua vita

La giocano a testa o croce

Perbacco!

Uno è poeta o imbecille

Voglio dire

Si è Ysengrin o Goupil!

 

Volpicino, ragazzo mio,

Nel tuo bel giubbotto

La tua coda di gazza, di fiamme rosse

Accendi fuochi

Attraverso le ortiche

I tappeti di tenero muschio

E i terroni arrabbiati

Ti accusano di veicolare la rabbia

In giro per la Francia

Come se ormai la bellezza

Dovesse venire punita

Per indecenza!

 

La tua vita

La giocano a testa o croce

Perbacco!

Uno è poeta o imbecille

Voglio dire

Si è Ysengrin o Goupil!

 

Volpicino, fratellino mio

Vediamoci in inferno

L’inferno delle bestie indocile

Lasciamo salire nel l’aldilà

I crotali,. I cani

Nel paradiso dei coccodrilli

Per tre pollami rubati

Qualche uova sorbiti belli freschi

Ti rincorrono

Come se le volpe dovessero di punto in bianco

Mangiare solo dell’erba

O delle olive!

 

La tua vita

La giocano a testa o croce

Perbacco!

Uno è poeta o imbecille

Voglio dire

Si è Ysengrin o Goupil!

 

Volpicino, rifugiato

In fondo della tua tana

Presso la tua dolce Hermeline

Vicino a colei che ti aspetta

Che lecchi a lungo

La tua principessa, la tua orfana

Lontano da questo mondi di falsi

Che pensa solo a spararti addosso

Vada che vada

Addormentati e fai sogni d’oro

Prima che io e te crepiamo

Sotto la loro mitraglia!

 

La nostra vita

La giocano a testa o croce

Perbacco!

Uno è poeta o imbecille

Voglio dire

Si è Ysengrin o Goupil!

 

 
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Un po di iconografia sul Roman de Renard..


 
 

Renardeau, mon frangin,
On est dans l’même pétrin,
Cernés de chiens et de chasseurs,
Renardeau, mon cousin,
Je te tiendrai la main,
La patt’e, jusqu’à la dernière heure.
On était partis de bonne foi,
Toi, du terrier, moi, de mon toit,
Avec chaleur,
Au-devant de fous et de rois,
Devant nos congénères, ma foi,
De tout notr’e coeur !
 
Ta vie,
On te la joue à face ou pile,
Pardi !
On est poète ou imbécile,
J’veux dire
Qu’on est Ysengrin ou Goupil !
 
Renardeau, mon fiston,
Dans ton joli veston,
Ta queue de pie de flammes rousses,
T’allum’e des incendies
À travers les orties
Et les tapis de tendre mousse,
Et les culs-terreux, fous de rage,
T’accusent de porter la rage
De par la France,
Comm’e si la beauté, aujourd’hui,
Ça méritait d’être puni,
Pour indécence !
 
Ta vie,
On te la joue à face ou pile,
Pardi !
On est poète ou imbécile,
J’veux dire
Qu’on est Ysengrin ou Goupil !
 
Renardeau, mon ti-frère,
Rendez-vous en enfer,
L’enfer des bêtes indociles.
Laissons monter là-haut
Les crotales, les cabots.
Au paradis des crocodiles,
Pour trois volailles dérobées,
Quelques oeufs fraîchement gobés,
Ils te poursuivent,
Comm’e si les r’nards, soudainement,
Ça d’vait bouffer plus qu’du chiendent
Ou des olives !
 
Ta vie,
On te la joue à face ou pile,
Pardi !
On est poète ou imbécile,
J’veux dire
Qu’on est Ysengrin ou Goupil !
 
Renardeau, réfugié
Au fond de ton terrier,
Auprès de ta douce Hermeline,
Près de celle qui t’attend,
Que tu lèches longuement,
Ta princesse, ton orpheline,
Loin de ce monde de faux-culs
Qui n’pens’e qu’à te tirer dessus,
Vaille que vaille,
Endors-toi et fais de beaux rêves,
Avant que toi et moi, on crève
Sous leur mitraille !
 
Notr’e vie,
On nous la joue à face ou pile,
Pardi !
On est poète ou imbécile,
J’veux dire,
Qu’on est Ysengrin ou Goupil !


guillaume ha scritto alle ore 20:35 commenti (2)


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giovedì, 15 febbraio 2007



Luci d'inverno sulla laguna



guillaume ha scritto alle ore 14:43 commenti (9)


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mercoledì, 14 febbraio 2007



Posto di nuovo la canzone di Manset che avevo tradotto tempo fa, questa volta si puo anche ascoltare!


La mer n'a pas cessé de descendre

Gérard Manset

Il mare non ha smesso di scendere

Il mare non ha smesso di scendere

Dopo il sapore di sale, sapore di cenere

Il mare non ha smesso di scendere

Dopo il fuoco di gioia, è la cenere

Ed il vento non ha smesso di gemere

La pioggia di cadere, il legno di marcire

No il vento non ha smesso di gemere

Invece di tacere, di addormentarsi

Quindi il male non ha smesso di crescere

La pioggia di cantare, il cielo di ridere

Avevo il tuo cuore a portata di mano

Sempre lo stesso dallo stesso camino

Sempre lo stesso a voler’ avere ragione

Si lo stesso a voler’ avere ragione

Il mare non ha smesso di scendere

Gli occhi di piangere, le braccia di allungarsi

Il mare non ha smesso di scendere

Ci vuole acqua per spegnere la cenere

Ed il vento non ha smesso di gemere

Nella gola di colui che va a morire

No il vento non ha smesso di gemere

Non c’è più niente nella rete che tiri

Quindi il male non ha smesso di crescere

Il giorno di finire, il cielo di annerire

Ormai c’è troppa acqua, non si può più tornare

Il mare mi spinge, il mare mi tira

Si, c’è troppa acqua tra di noi

L’acqua delle lacrime della tua collana

L’acqua delle lacrime della tua collana

L’acqua delle lacrime della tua collana

Il mare non ha smesso di scendere

Dopo il sapore di sale, sapore di cenere

E così lontano che non si sente più

Ed comincio oggi a capire

E cosi lontano che non si raggiunge più

I tuoi occhi stingeranno su i miei

I tuoi occhi stingeranno su i miei






La mer n'a pas cessé de descendre.
Après le goût du sel, goût de cendre.
La mer n'a pas cessé de descendre.
Après le feu de joie, c'est la cendre
Et le vent n'a pas cessé de gémir,
La pluie de tomber, le bois de pourrir.
Non le vent n'a pas cessé de gémir
Au lieu de se taire, de s'endormir.

Alors le mal n'a pas cessé de grandir,
La pluie de chanter, le ciel de rire.
J'avais ton coeur à portée de la main,
Toujours le même par le même chemin
Et ton visage sur l'horizon,
Toujours le même à vouloir avoir raison,
Oui le même à vouloir avoir raison.

La mer n'a pas cessé de descendre,
Les yeux de pleurer, les bras de se tendre.
La mer n'a pas cessé de descendre.
Il faut de l'eau pour éteindre la cendre
Et le vent n'a pas cessé de gémir
Dans le gorge de celui qui va mourir.
Non, le vent n'a pas cessé de gémir.
Y'a plus rien dans le filet que tu tires.

Alors le mal n'a pas cessé de grandir,
Le jour de tomber, le ciel de noircir.
Maintenant y'a trop d'eau, on ne peut plus revenir.
La mer me pousse, la mer me tire.
Oui, y'a trop d'eau entre nous.
L'eau des larmes du collier de ton cou,
L'eau des larmes du collier de ton cou,
L'eau des larmes du collier de ton cou.

La mer n'a pas cessé de descendre.
Après le goût du sel, goût de cendre.
Elle est si loin qu'on ne peut plus l'entendre
Et je commence aujourd'hui à comprendre.
Elle est si loin qu'on ne peut plus l'atteindre
Et tes yeux sur mes yeux vont déteindre,
Et tes yeux sur mes yeux vont déteindre.

guillaume ha scritto alle ore 18:29 commenti (1)


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martedì, 13 febbraio 2007



MADRID

Città poco attraente dal punto di vista architetturale, ma essenziale per la sua atmosfera elettrica!



guillaume ha scritto alle ore 15:20 commenti


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