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giovedì, 24 gennaio 2008





WATERHOUSE
Saint Cecilia

Cecilia sognava molto di viaggi e di terre remote nel Sud-Pacifico, ma alla fine viaggiava poco..

guillaume ha scritto alle ore 19:49 commenti (6)


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mercoledì, 23 gennaio 2008



Venezia bella, fabbricata sul mare; chi non la vede non la può stimare.
(detto popolare)




guillaume ha scritto alle ore 10:32 commenti (1)


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martedì, 22 gennaio 2008



Una canzone sugli operai delle fabbriche d'acciaio che chiudono in francia come in tutti i paesi ricchi

Le Mani d'oro
"vorrei lavorare ancora.."

Bernard Lavilliers

guillaume ha scritto alle ore 19:13 commenti (2)


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domenica, 20 gennaio 2008



Una bella canzone della Nuova Caledonia di un gruppo Kanak:

GURUJELE



guillaume ha scritto alle ore 07:26 commenti (5)


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lunedì, 14 gennaio 2008



Un piccolo pensiero per i futuri giochi olimpici in Cina..

I giochi olimpici

Henri Tachan


ascoltare-->


Sarebbero belli i giochi olimpici

Tutti questi atleti nelle falcate

Per una maratona fantastica

Con la sola forza delle gambe

Sarebbero belli i giochi olimpici

Tutta questa emulazione

Sarebbero belli i giochi olimpici

Se, in nome di Dio, non ci fossero

 

Le loro piccole bandiere

Le loro bandierine

Color cachi

Caca d’oca delle frontiere

Le loro piccole bandiere

Per ogni nazione

Che sbattono al vento

Di una musica militare

 

 Sarebbero belli i “Ricordate”

I “Non dimenticare quanto la guerra è brutta”

I raccoglimenti sui i buchi

Dove i soldati fucilati dormono

Sarebbero belli i “Ricordate”

Le manifestazioni per la pace

Sarebbero belli i “Ricordate”

Se, in nome di Dio, non ci fossero

 

Le loro piccole bandiere

Le loro bandierine

I loro piccoli tamburi

Que battono il ritmo

Le piccole bandierine

Che sbattono al vento

Di un minuto di silenzio

 

Sarebbe bello andare sulla luna

Nello scafandro di Pierrot

Ci porterei volentieri la mia penna

Per scrivervi qualcosa

Sarebbe bello andare sulla luna

In vacanza per mille estati

Sarebbe bello andare sulla luna

Se in nome di Dio non ci fossero

 

Le loro piccole bandiere

Le loro bandierine

Questa volta yankee

Di preferenza

Le loro piccole bandiere

Le loro bandierine

Delle loro piccole stelle

L’Orsa Maggiore se ne frega

 

Sarebbe bello se tutte le bandiere

Volessero darsi l’asta

Farebbero belli pigiama

Reggiseno per le vamp

Sarebbe bello se tutte le bandiere

Un giorno finissero lenzuola da letto

Faremmo l’amore al caldo

Con le ragazze del loro paese!

 



 

Ce s'rait chouette les Jeux Olympiques,
Tous ces athlètes dans la foulée,
Pour un marathon fantastique
A la seule force du mollet.
Ce s'rait chouette les Jeux Olympiques,
L'émulation sur la cendrée,
Ce s'rait chouette les Jeux Olympiques
Si, nom de Dieu, il n'y avait

Leurs p'tits drapeaux
Leurs p'tits fanions
Couleur kaki
Caca d'oie des frontières
Leurs p'tits drapeaux
Pour chaque nation
Qui claquent au vent
D'une musique militaire.

Ce s'rait chouette les "Souvenez-vous"
Les "N'oublie pas qu'la guerre est conne",
Les recueillements sur les trous
Où les soldats fusillés dorment.
Ce s'rait chouette les "Souvenez-vous",
Les manifestations de paix,
Ce s'rait chouette les "Souvenez-vous"
Si, nom de Dieu, il n'y avait

Leurs p'tits drapeaux
Leurs p'tits fanions
Leurs p'tits tambours
Qui battent la cadence
Leurs
p'tits drapeaux
Leurs p'tits fanions
Qui claquent au vent
D'une minute de silence.

Ce s'rait chouette d'aller sur la lune
Dans
le scaphandre de Pierrot,
J'y emporterais bien ma plume
Pour vous écrire quelques mots
Ce s'rait chouette d'aller sur la lune
En
vacances pour mille étés,
Ce s'rait chouette d'aller sur la lune
Si
, nom de Dieu, il n'y avait

Leurs p'tits drapeaux
Leurs p'tits fanions
Pour cette fois ricains
De préférence
Leurs p'tits drapeaux
Leurs p'tits fanions
Leurs p'tites étoiles
La Grande Ourse s'en balance

Ce s'rait chouette si tous les drapeaux
Voulaient bien se donner la hampe,
Ca f'rait des pyjamas très beaux,
Des soutiens-gorge pour les vamps.
Ce s'rait chouette si tous les drapeaux
Finissaient un jour draps de lits.
On y ferait l'amour bien au chaud
Avec les filles de leur pays.


guillaume ha scritto alle ore 16:53 commenti (1)


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D U P O N T

Henri Tachan


ascoltare--->

 

 


Non è  perchè hai 3 o 4 generazioni

Alle spalle dietro di te

Scritte sulla tua pelle

Non è perchè ti chiami Dupont

Che ne hai di più nei pantaloni

Io ne conosco degli Arturo

Degli Isaac, degli Hidalgo

Dei piccoli francesi di strada

Dei piccoli galli di periferia

Che ti valgono, povero francesotto!

 

Era pure perchè mi chiamavo Tachdjian

Che questo stronzo di insegnante

Mi fece ripetere il mio nome

In tutti i modi possibili

Avevo 11 anni, era la notte

Ci ripenso ancora oggi..

Lo giuro su tutte le vostre razze

Vi giuro che è uno schifo

Auguro a questo insegnante

Che sua figlia perdi la sua verginità

Con il nero della porta accanto!

 

Sapessi quanto starei bene

Se in più di essere un pò armeno

Fossi anche arabo

Ebreo-tedesco con una barba

Insomma, uno di questi meteci

Che ti rubano la moglie e la carne

Dormi tranquillo mio povero Dupont

Sulle tue due orecchie, sul tuo nome

Nessuno pensa davvero

A strapparti le unghie e i denti

 

A parte il tuo vecchio amico Durand!

 





C'est pas parc'que tu as trois ou
Quatre générations en tout
Bien empilées dans ta valise,
Bien tatouées sous ta chemise,
C'est parc'qu' tu t'appelles Dupont
Qu' t'en as plus dans le pantalon...
Moi, j'en connais des Arturo,
Des Isaac, des hidalgos,
Des petits français de gouttière,
Des gentils gaulois de barrière
Qui te valent, pauvre franchouillot !

C'est bien parc' que j' m'app'lais Tachdjian
Que cet enfoiré d'enseignant
M'a fait rerépéter mon nom
En travers, en large et en long,
J'avais onze ans, c'était la nuit,
J'y repense encore aujourd'hui...
Je le jure sur toutes vos races,
Je vous jure que c'est dégueulasse,
Je souhaite à cet instituteur
Que sa fille perde sa candeur
Avec le nègre d'en face !

Si tu savais comm' je s'rais bien,
En plus d'être un peu arménien,
Si j'étais égal'ment arabe
Juif-all'mand avec une barbe,
Enfin bref, un de ces métèques
Qui te piquent ta femme et ton steack...
Dors tranquille, mon.pauvre Dupont,
Sur tes deux oreilles, sur ton nom,
Personne ne songe vraiment
A t'arracher les ongles et les dents

A part ton vieil ami Durand !
A part ton vieil ami Durand !
A part ton vieil ami Durand !




Domani metto anche la musica!

guillaume ha scritto alle ore 16:13 commenti (1)


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domenica, 13 gennaio 2008



DESIRS DE DEPARTS...






Edwin Frederic Church
L'iceberg

guillaume ha scritto alle ore 21:13 commenti (2)


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venerdì, 11 gennaio 2008



immerso negli anni 2000... NOIR DESIR

guillaume ha scritto alle ore 20:07 commenti


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martedì, 08 gennaio 2008







Laugh clown laugh, diretto nel 1928 da Herbert Brennon, racconta la semplice storia di un clown itinerante (il fantastico Lon Chaney) che raccoglie una bambina abbandonata ( la meravigliosa Loretta Young). Diventa ballerina nel circo e quando diventa una donna il clown se ne innamora. Un classico trio affettivo si forma con l'arrivo di un giovane conte che si innamora anche lui della fanciulla. Quest'ultimo, essendo più giovane e ricco di suo rivale, conquista facilmente il cuore dell'orfana e la loro unione provoca la disperazione definitiva del clown.

Il film sottolinea con il luminoso e semplice linguaggio dell'infanzia del cinema il dolore e la condizione paradossale del clown che deve ridere a squarciagola senza sosta sul palcoscenico quando il suo cuore è ridotto in frantumi. La MGM dell’epoca aveva prodotto due finali, uno tragico e uno “happy”, forse per il pubblico giovane. La versione allegra è pero andata persa.

Allego alcune foto di questo bel dramma romantico, e per chi avrebbe la curiosità di vederlo, un collegamento verso la sua diffusione in linea (versione senza colonna sonora... il dvd che ha visto era con la musica originale registrata nel 2002, ma un film muto si può pure vedere nel più assoluto silenzio, o con la musica di vostra scelta).

 




Lon Chaney e Loretta Young






PER VEDERE IL FILM:

http://www.youtube.com/watch?v=eeTUlR8t6e0






guillaume ha scritto alle ore 17:29 commenti


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lunedì, 07 gennaio 2008





Carlo Saraceni
Santa Cecilia con un angelo


Dopo essersi sposata Cecilia chiese al suo marito di fede pagana di rispettare la sua virginità, non solo la sua volontà venne rispettata (chi sa come fece il povero pagano) ma inoltre egli si conversò al cristianesimo.

guillaume ha scritto alle ore 18:41 commenti (3)


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Carlo Dolci
Santa Cecilia all'organo


Nata in una nobile famiglia romana, Cecilia godeva di tutte le virtu di grazia, di bellezza e di innocenza che una giovane ragazza poteva avere.

guillaume ha scritto alle ore 18:25 commenti


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domenica, 06 gennaio 2008





Arnold Böcklin

Pan im Schilf


Amo la verità, credo che la verità sia semplice, è fatta di luce e di musica, di acqua e di terra, di pianti e di risate, di desideri e di pazienza.

guillaume ha scritto alle ore 23:01 commenti


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Antiveduta Gramatica
Santa Cecilia assieme a due angeli

La futura santa Cecilia, immagine complessa e misteriosa della musica, delle verginità, e della cecità nel mondo cristiano.

guillaume ha scritto alle ore 20:19 commenti


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Andrea Schiavone
Paesaggio con Giove ed Io

..metafisica della seduzione.

guillaume ha scritto alle ore 14:07 commenti


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Alessandro Varotari detto il Padovanino
Venere e Cupido

Con la sua finezza di linee collinare, la dolcezza delle sue vallate predestinate ad accogliere gioioso giardini, la Toscana ci diede lo splendore e la precisione delle forme della natura e dell’Uomo, altrettanto raffinate quanto erano infrangibili i muri dei palazzi della nobiltà.

 

Le terre poco stabile di Venezia e la sua Terra Ferma offrivano meno punti fissi di riferimento e l’immaginazione dovette colmare la vacuità paesaggistica della pianura e della laguna tramite l’artificio. Forse ha partecipato questa particolarità alla “rêverie” sulle forme e i colori che caratterizza la pittura veneta, meno affermata delle altre, più evocativa e più ricca di sfumature.

guillaume ha scritto alle ore 13:23 commenti


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Alessandro Allori

Venere e Cupido




Mi basta contemplare questo capolavoro del Rinascimento (di collezione privata, grrr!) per che mi appaia limpido il mio profondo amore per l'Italia. Da quando sono venuto a sapere guardare bene, sentire bene, vivere pienamente con i sensi in allerta; diciamo dalla tenera età di 7 anni; ogni tappa, ogni viaggio in Italia, ogni suo incontro m'ha colmato il cuore e la mente di varie delizie.

guillaume ha scritto alle ore 12:50 commenti


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venerdì, 04 gennaio 2008







Bernard Lavillier
If
Testo du Rudyard Kipling

(lettera al figlio, 1910)

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!



Si tu veux voir détruit l'ouvrage de ta vie
Et sans dire un seul mot te mettre à rebâtir
Ou perdre d'un seul coup le gain de cent parties
Sans un geste et sans un soupir

Si tu peux être amant sans être fou d'amour
Si tu peux être fort sans cesser d'être tendre
Et, te sentant hais, sans haïr à ton tour
Pourtant lutter et te défendre

Si tu peux supporter d'entendre tes paroles
Travesties par des gueux pour qu'existent des sots
Et d'entendre mentir sur toi leurs bouches folles
Sans mentir toi-même d'un mot

Si tu peux rester digne en étant populaire
Si tu peux rester peuple en conseillant les rois
Et si tu peux aimer tous tes amis en frère
Sans qu'aucun d'eux soit tout pour toi

Si tu sais méditer, observer et connaître
Sans jamais devenir sceptique ou destructeur
Rêver, mais sans laisser ton rêve être ton maître
Penser sans n'être qu'un penseur

Si tu peux être dur sans jamais être en rage
Si tu peux être brave et jamais imprudent
Si tu sais être bon, si tu sais être sage
Sans être moral ni pédant

Si tu peux rencontrer triomphe après défaite
Et recevoir ces deux menteurs d'un même front
Si tu peux conserver ton courage et ta tête
Quand tous les autres les perdront

Alors les Rois, les Dieux, la Chance et la Victoire
Seront à tout jamais tes esclaves soumis
Et, ce qui vaut mieux que les Rois et la Gloire
Tu seras un homme, mon fils


(la traduzione in francese è molto piu bella di quella in italiano..)

guillaume ha scritto alle ore 12:26 commenti (1)


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giovedì, 03 gennaio 2008





Al centro Candiani di Mestre

guillaume ha scritto alle ore 10:11 commenti


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